mercoledì 21 ottobre 2009

L'Osteria del Teatro, una cena in meditazione.

Non poteva mancare in questo blog, uno dei miei locali preferiti che si trova nella mia città.

L'Osteria del Teatro, che tra l'altro è nella guida delle Osterie della Slow Food da tredici anni, è una piccola osteria dove si assapora sin da fuori l'atmosfera del passato, anche nell'interno non delude la semplicità dell'arredamento dove risulta evidente la galleria di espositori di foto o quadri che cambia dando ogni volta un tocco di originalità all'ambiente; quello che rende il locale accogliente è la luce delle lampadine che ridanno quel colore giallastro.

La peculiarità di questo locale è l'accoglienza del titolare che ti avvolge nelle spiegazioni sempre acurate sulle origini delle materie prime che ti porta a tavola.

Oltre a una acurata selezioni di vini, questo locale è famoso per la sua carta di formaggi, provenienti da tutto il mondo.

La cucina è all'altezza del contesto, la curata scelta del menu che prevede oltre una selezione di crostini e bruschette condite in vario modo, anche una piccola scelta di primi e secondi che cambiano dando la possibilità ogni volta che vengo di poter assaggiare sempre cose diverse è sempre all'altezza del locale, anche i dolci non vengono trascurati e ti fanno concludere bene la serata.

Ho trascorso in questo posto momenti meravigliosi sia con la famiglia che con amici e colleghi di lavoro.

Quando sono venuto con la famiglia, il titolare nell'attesa delle portate ha portato colori e pennarelli per poter disegnare sulle tovagliette di carta paglia e libri da leggere.

In questo posto ho incontrato i maggiori esponenti della cucina senigalliese, chef sellati che trascorrono piccoli momenti di riposo dal loro lavoro condividendo con la loro famiglia o amici quella senzazione di magia che questo posto ti da.

Complimenti al titolare e a tutto il suo staff.

lunedì 28 settembre 2009

Lo Gnocco Fritto!

E’ tradizione nella famiglia di mia moglie, ritrovarsi verso la fine di settembre con tutti i parenti vicini e lontani, a Fontanellato vicino a Parma; assistere alla messa presso il Santuario Basilica Beata Vergine del Santo Rosario e fermarsi a mangiare lo gnocco fritto e i salumi e i formaggi del luogo che sono rinomati in tutta Italia, sto parlando del Culatello di Zibello, il Prosciutto di Parma, il salame proveniente dal maiale nero (un ritorno della tradizione a discapito della grande distribuzione) e il Parmigiano Reggiano.
Negli anni passati questo ritrovo famigliare finiva presso uno dei ristoranti del luogo ma in questi ultimi anni sia la mia famiglia che quella di mia moglie abbiamo deciso di pranzare nei giardini del paese in compagnia dello gnocco fritto e i suoi amici che ci lasciano sempre un ricordo indelebile per tutto l’anno.






venerdì 25 settembre 2009

Una cena Clandestina!


Io e Sonia abbiamo passato mesi a programmare un aperitivo /cena al Clandestino di Moreno Cedroni, chef pluri stellato di Senigallia, ma tra problemi vari e impegni abbiamo deciso di optare per settembre come periodo per andare.





Sonia ha talmente insisito per far fare a me e mia moglie questa esperienza che alla fine mi aveva talmente coinvolto che non vedevo l'ora di poterci andare.





Il clandestino veniva descritto da lai come un posto unico sia come location che come esperienza culinaria.



Eravamo stati da Moreno alla Madonnina del Pescatore l'anno scorso perchè i miei suoceri ci avevano regalato per l'anniversario di matrimonio una cena che si è trasformata in un percorso degustativo emozionale, quindi gia sapevo dove sarei andato, ma volevo vedere come la location potesse influire sui nostri sensi visivi, gustativi e olfattivi.







Una volta lasciati i figli in bune mani siamo partiti con destinazione Portonovo vicino ad Ancona, è la priva volta che usciamo con Sonia e Marco, che conoscevamo da poco e in maniera superficiale.




Come accade di solito, non c'è niente di meglio di una cena per potersi conoscere meglio, vista poi la passione che ci lega per il cibo e il suo legame con la convivialità, la serata non poteva che trasformarsi in un momento di magia.



Come immaginavo la vista e l'emozione del posto non ha condizionato la nostra percezione del cibo ma ha solo ampliato la nostra mente e il nostro cuore per ricevere il più possibile le senzazioni del piatto proposto senza modificarne i sapori e gli odori.
Cosa dire della location, dovete andare, sembra di stare in un isola deserta dove il mare ti avvolge e dove l'intimità regna.

mercoledì 23 settembre 2009

Lo Spaghetto alla Mariani

Il piatto che ha avuto più successo quest'estate è stato senza ombra di dubbio lo Spaghetto alla Mariani.
I clienti dell'albergo Miramare Inn di Marotta, dove ho lavorato quest'estate sono stati colpiti molto dalla semplicità e dal gusto estivo che questo piatto ha.
La ricetta è una rivisitazione del classico spaghetto aglio, olio e peperoncino, aggiungo nel soffritto i pomodori pendolini tagliati in quattro parti uguali e li lascio appassire, in fine aggiungo una mestolata di salsa pomodoro per dare colore.
Salto la pasta al dente facendo in modo di amalgamare bene la salsa, nel servire aggiungo un'abbondante spolverata di noci e prezzemolo tritati e il gioco è fatto.
Le dosi sono a piacere ma credo che l'unica difficoltà è dare un giusto equilibrio di olio, peperoncino, pomodoro e noci per rendere questo piatto un capolavoro di semplicità e gusto.
Sono sicuro di aver accontentato tutti quelli che volevano la ricetta.